Prima il con del dopo di noi

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Suggerita, modificata e approvata. Chi ha avuto la voce più forte nel “suggerire” è fiducioso, altri meno. Ora la Legge “del dopo di noi” va in mano alle Regioni e agli Enti Locali.
Palazzi dove c’è chi entra dalla porta principale e chi si consuma in sala d’attesa.
Una Legge non prevede “logica” e “buon senso”. A prevalere è l’interpretazione dove raramente al centro c’è la persona. Nello specifico le condizioni e le necessità di una persona con disabilità che anticipano drammaticamente le stagioni della vita.
Forse perché più attratti dalle tariffe del “dopo di noi” sì è perso tempo nel trascurare l’adesso con noi che per i genitori è molto più sereno rispetto ad opportunità e strutture previste solo in caso di una loro uscita di scena.
In vita un genitore può controllare e condividere un percorso d’autonomia per il proprio figlio. Sempre che sia messo nelle condizioni di capirne ogni aspetto.
Da quelli più semplici alle agevolazioni fiscali fino al donare i propri beni ad un tutore.
“Servizi e sostegno alla persona” non devono lasciar spazio a stravaganti interpretazioni o modalità.
Senza tralasciare che oltre ad affetti e sentimenti in ballo ci sono bandi, finanziamenti
Prima e adesso sappiamo cosa è successo e succede. Andrà meglio?
A Varese esistono realtà che fanno del volontariato e di donazioni le travi portanti.
Si pagano attività, si costruiscono luoghi ideali per l’adesso con noi e il dopo di noi, fanno salti mortali per far fronte alle spese e alla burocrazia spesso legate a filo doppio, vivono a mani giunte nell’attesa di un certificato o anche solo di una risposta.
Lo fanno da prima, lo fanno adesso e con maggior sostegno sono pronte a farlo, meglio e con più serenità, anche per il dopo.