“Grazie Martina!”

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Famiglia Rabbolini

La famiglia Rabbolini è rientrata in Italia. Papà Cristian e mamma Sara con il figlio più piccolo, Edoardo, hanno seguito Martina dall’altra parte del mondo per essere al suo fianco nella sua prima Paralimpiade. Nella testa, ricordi ed emozioni ancora da sistemare ma dall’altra parte del telefono c’è una coppia di genitori felici ed ancora inebriata per quanto visto e vissuto.
Questo viaggio è stato davvero speciale – attacca papà Cristian – Ho ringraziato Martina perché grazie alla sua volontà ci ha premesso di vivere un’esperienza unica dalla quale torniamo tutti più ricchi. Siamo felici di aver portato con noi Edoardo, perchè ha potuto respirare un’aria diversa, ricca di contenuti e di significati. Nei nostri giorni a Rio abbiamo incontrato e conosciuto tanta gente di tanti Paesi. Ognuno con la sua storia e la sua cultura, accomunati dalla voglia di esserci, felici di esserci. Qualcuno ce l’aveva detto, ora ne siamo certi e lo diremo a nostra volta: le Paralimpiadi sono un evento unico che dona emozioni uniche. Noi ovviamente siamo di parte ma quello che abbiamo provato all’entrata di Martina, presentata dallo speaker per la prima gara facciamo fatica a descriverlo. Un boato del pubblico per lei, per Martina, la nostra Martina che vedevamo intervistata dalla tv, negli occhi e nel cuore di tanta gente unita tra mille colori e mille bandiere in una torcida da brividi. Vivendo le gare abbiamo toccato con mano la forza e la determinazione di questi atleti. Gioia nella gioia la felicità di Martina. Serena per aver dato il meglio di se, soddisfatta dei risultati e decisa a migliorarsi ma soprattutto padrona assoluta di quello che è stato il suo sogno da sempre: partecipare ad una Paralimpiade. E poi il gruppo della Nazionale in ogni suo componente. Insieme sempre. A bordo vasca quando qualcuno era in gara e sempre lì, a bordo vasca quando qualcuno saliva sul podio, puntualmente poi abbracciato da tutti. Un gruppo unito nell’ascoltare l’inno nazionale, sull’attenti con il petto gonfio sentendo e mostrando l’orgoglio di essere Italiani. E tra una gara e l’altra abbiamo avuto la possibilità di visitare Rio. Visitare è una parola grossa perché probabilmente nemmeno chi ci vive sa quanto e grande questa metropoli che sa regalare scorci meravigliosi visti tante volte in tv: il Cristo (come dicono a Rio), Copacabana, Ipanema.
E poi le strutture, accessibili, fantastiche, sempre con tanta gente. Ringrazio Martina perché con la sua volontà ci ha permesso di vivere un’esperienza unica ma se volesse regalarcene un’altra, magari tra quattro anni, ne saremmo felici”.