Non svegliateci!

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Vi prego non svegliateci, parliamone ancora un po’.
Questi ultimi giorni sono stati stupendi, lontani ma vicini ai nostri atleti e più in generale al mondo paralimpico. Tante ore in TV e tante notizie che risuonavano tra radio, TG e giornali cartacei. Come svelare un segreto agli altri, campioni che tu già conosci ora sono a disposizione di tutti. Nel marasma di notizie di cronaca, politica, calcio, motori, curiosità e gossip c’è finalmente posto per le imprese dei nostri eroi di casa e anche di altri eroi che, come unica differenza, non sono nati in Italia. Allora si parla di “zona mista”, “dichiarazioni post-gara” e questi ragazzi diventano famosi come quelli delle olimpiadi d’agosto. Pazienza se alcuni più di altri, che importanza ha? Il succo è che quelli che erano i disabili, gli invalidi o gli handicappati; quelli che subivano l’eutanasia o venivano rinchiusi, tolti dal mondo comune, ora sono atleti, vincono medaglie, scaldano i cuori e sono in mezzo a noi!
Non svegliatemi per favore. Questa atmosfera che si è creata attorno ai paralimpici e alla disabilità deve continuare a vivere non solo per chi quell’ambiente e quella filosofia di vita li ha fatti diventare la propria casa ma anche per gli altri, per chi quel mondo inizia a conoscerlo e a sentirselo nelle orecchie e nel cuore proprio adesso. Dentro quel mondo, all’interno della popolazione, c’è tanta gente che ha bisogno di queste storie, c’è tanta gente che pur avendo gambe braccia e i 5 sensi, sembra aver perso un motivo per sperare o per sorridere.
Allora quando ti accorgi che c’è qualcuno che se ne frega di quello che non ha o di quello che non è e vive a testa alta con quello che sa dare o sa fare non puoi chiamarti fuori, non puoi esimerti dal riflettere profondamente sul senso della vita e su dove si trovi la felicità.
Non svegliatemi perché ci sono tanti giovani che la natura, il destino, la sfortuna o il buon Dio ha messo davanti a prove toste come reinventarsi o imbastirsi una vita senza camminare, senza vedere o senza braccia. Da situazioni di questo tipo non è mai scontato uscirne col sorriso.
Per queste persone l’atmosfera di questi giorni può essere linfa vitale e lo sport l’Arca di Noè.
Lo sport che si cerca di prendere sempre un po’ a calci tra WADA, squalifiche, sospetti e akeraggi. Quello in campo però non muore mai, quello praticato svilisce le notizie che sanno di politica e attira i cuori su di sé. Dal punto di vista tecnico tutti gli sport sono in crescita, il livello continua ad alzarsi e i ragazzi sono in continuo aumento. Tante tra le discipline paralimpiche sono giovani e quindi hanno infinito potenziale ancora da esprimere.
Non svegliatemi perché qui, a casa nostra, c’è ancora tanto da fare dal momento che sento di fondi pronti per famiglie con bimbi con disabilità che sono bloccati non si sa bene perché; ci sono ancora studenti speciali che non vanno in gita con gli amichetti di scuola, ci sono insegnanti che ostacolano il percorso di ragazzi con disabilità, ci sono ambienti che ancora mal sopportano i cani guida eccetera eccetera. Per questo non voglio svegliarmi, per questo ringrazio lo sport e i suoi interpreti a squarcia gola. Ci avete regalato notti magiche, emozioni indescrivibili e avete donato a tutti, nessuno escluso, un serio pretesto per riflettere, per riconoscere dove sta il bene. Ora facciamo in modo che il sogno continui nella vita di tutti i giorni, le vittorie paralimpiche possono arrivare ogni anno, ogni mese, ogni minuto.