Una guida per amico

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Alla viglia della “Giornata Nazionale della Vista” Samuele e Nelson camminano verso casa, uno al fianco all’altro sotto la pioggia. Passa una macchina. Nelson si ferma e poi riparte per poi rifermarsi qualche metro più in là. Samuele intuisce che il problema è una pozzanghera perché un istante dopo Nelson spicca un salto e quindi anche lui ricomincia a camminare fino alla striscia in rilievo nell’asfalto che segnala il punto giusto per attraversare la strada ed entrare dal cancelletto della sede dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Varese. Davanti ai gradini Nelson si ferma e Samuele “sente” il primo gradino poi, sempre fianco a fianco, salgono insieme fino alla porta. Finalmente dentro, entrambi bagnati, Samuele si toglie il giubbino fradicio e si abbassa per togliere mantella, guinzaglio e maniglia a Nelson, passando subito dopo ad una massiccia dose di coccole.
La nostra chiacchierata con il non vedente Samuele Frasson inizia così ed il suo cane guida Nelson, un Golden retriever di sei anni e mezzo, tra una domanda ed una risposta ci infila un suo “bau” di approvazione.
Samuele, chi è per te Nelson?
“Eh, Nelson per me è tante cose – risponde Frasson – un compagno che non mi lascia mai, che c’è sempre in qualsiasi momento della mia vita. Poi Nelson sono i miei occhi. Soprattutto in una giornata come questa, senza di lui, arrivare a Varese da Saronno dove abito avrei avuto più di un problema. Nelson non un ausilio, Nelson è parte di me, insieme siamo persona”.
Un non vedente campione del mondo di sci nautico e di autonomia come Daniele Cassioli ripete spesso guai “a chi mi tocca il bastoncino bianco o i cani guida”. Eppure non è per tutti così. Non pochi non vedenti faticano a digerire l’uno e l’altro considerandoli una sorta di dipendenza.
“Mah, per me bastoncino e cane sono amici. Certo, una sorta di dipendenza c’è ma nel caso del cane guida è reciproca: io ho bisogno di lui ma anche lui ha bisogno di me.
Tralasciando il lavarlo e dargli da mangiare, per tutti quelli che ci conoscono è evidente come Nelson sia diverso quando io non ci sono. Quando con me gioca, scodinzola, non sta mai fermo, cerca sempre un contatto. Quando per forza di cose devo lasciarlo a qualcuno è tranquillissimo, spesso col muso appoggiato per terra. Quando siamo insieme facciamo squadra. Lui sa cosa deve fare ma io devo stare attento che non si distragga e non finisca in situazioni pericolose. Effettivamente ci sono non vedenti che la pensano diversamente ma penso dipenda unicamente dal carattere della persona”.
Come nasce il rapporto con il cane guida, la tua amicizia con Nelson?
“Come ogni altro rapporto o amicizia: con il tempo. In Italia le scuola per cani guida sono solo quattro. Quando nasce la necessità di avere un cane guida si sceglie la scuola, si invia una richiesta completa di alcune informazioni relative alle proprie abilità, lavoro, interessi, stile di vita ed un documento del Comune di residenza in cui si certifica che non si hanno precedenti di maltrattamenti ad animali. Dopodiché si viene chiamati per un test pratico.
perchè è bene sapersi già ben orientare con il bastone altrimenti l’approccio con il cane diventa un problema. A seconda dell’abilità si entra in una graduatoria o si viene inseriti in un corso specifico per poi restare in attesa di una chiamata. Nel mio caso un anno e mezzo ma purtroppo nel frattempo l’attesa è diventata più lunga. Poi quando si viene chiamati si partecipa ad un corso di due settimane insieme al cane assegnato. Come gestirlo, curarlo, le vaccinazioni, le malattie ma soprattutto tanta guida fino al momento di tornare a casa insieme. E qui viene il bello perché logicamente il cane è abituato a muoversi dov’è stato fino a quel momento. Spostandosi deve praticamente ricominciare da capo percui diventa indispensabile tanto tempo in casa e fuori insieme per conoscere e imparare il nuovo ambiente. In questo passaggio non sono pochi i non vedenti che rinunciano riportando il cane alla scuola”.
Tra te e Nelson è stato subito amore o ci sono state crisi di rigetto?
“La prima cosa che insegnano a scuola è di essere attrattivi per il cane. Naturalmente il cane è più attratto da chi vede perché può ricevere più attenzioni. Quindi sta a noi non vedenti farselo amico giocando e camminando con lui il più possibile. All’inizio non è stato facile perché Nelson era attaccatissimo alla sua istruttrice mentre il sottoscritto non lo considerava neanche un po’. Con il tempo è andata sempre meglio tanto che in una recente mia visita con lui alla scuola di Scandicci ad essere praticamente ignorata è stata proprio la sua addestratrice”.
Nelson come si comporta nelle diverse condizioni ambientali che per l’acqua, la neve o il ghiaccio possono cambiare da un giorno all’altro?
“Nei cinque anni trascorsi insieme ho imparato praticamente da subito che Nelson non sopporta l’acqua. Quando piove è più impacciato aumentando la mia difficoltà derivante dai rumori più amplificati. Per il resto, traffico compreso, non abbiamo particolari problemi”.
Ma non è che ad ogni bisognino lasciato sul marciapiede da Nelson mi rischi la multa prevista?
“No perché nel caso di un non vedente la multa non c’è. Ma con Nelson sono fortunato perché ho potuto abituarlo a farlo solo nei prati. Sul marciapiedi è successo raramente e quando è capitato, per il prolungato stop seguito dall’odore, ho potuto usare come ogni altro proprietario il classico sacchettino”.
Per migliorare, se va migliorata, l’assegnazione di un cane guida cosa si potrebbe fare?
“Prima di tutto servirebbero più scuole e più addestratori, per diminuire spostamenti e tempi d’attesa. Poi quello che manca in Italia rispetto ad altri Paesi è l’uniformità dell’addestramento dei cani guida. Ogni scuola ha un suo metodo. In questi ultimi anni la richiesta è in aumento. Forse perché girare nelle nostre città è diventato più difficile e quindi il cane è  ancora più importante. I Lions finanziano parecchi corsi ma non bastano. Grazie a loro le iniziative e gli eventi informativi si ripetono. Momenti utili alla ricerca di affidatari disposti a prendersi cura dei cuccioli appena nati per dar loro un addestramento base fino all’anno di vita per poi restituirli alla scuola dove iniziano il vero e proprio corso. Una sorta di affidamento, volontario, durante il quale la scuola copre ogni spesa necessaria”.
Più scuole, più addestratori di cani guida, più volontari disposti a dare un addestramento base ai cani guida nel loro primo anno di vita. Chi può fare qualcosa lo faccia.
Istituzioni, Enti e gente comune, nessuno si chiami fuori.
Il buon Nelson emette il suo “bau” di conferma.
Magari iniziando con il visitare il sito: http://www.uicivarese.org.
Oppure chiamando lo 0332 260348 o il 333 5879368.