Caro amico ti scrivo…

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La sensazione che dà scrivere di una cosa appena passata o momentaneamente sospesa è quella di procrastinare il beneficio che ti regala, di prolungare le emozioni che ti ha suscitato vivendola. Il primo novembre ho sciato per l’ultima volta (almeno qui al nord) in questa stagione.
Quindi è tempo di bilanci e di buoni propositi per l’anno prossimo. Pensare che non avrei nemmeno dovuto sciare quest’anno, stando ai brusii nella corsia dell’ospedale dopo l’incidente e il conseguente intervento alla mia spalla destra a fine marzo.
Stando a me e alla mia spalla, invece, sono tornato presto sugli sci e ho portato a termine una stagione incredibile! Partendo dall’oro europeo in slalom di Skarnes (Norvegia) a fine luglio, per arrivare alla preparazione dei mondiali dell’anno prossimo in Australia.
Eccoci ai buoni propositi per il futuro: il mondiale sarà a fine aprile, periodo scomodo per noi europei che ci troviamo ad affrontare, proprio ora l’inverno.
L’unica chance, non potendo andare in Florida o in altri posti caldi distanti da noi per vari motivi che si racchiudono nel fatto che non siamo professionisti, è quella di sciare il più possibile allungando la stagione in corso, successivamente sfruttare i nostri laghi nel sud Italia che ci ospitano sempre con entusiasmo e dedizione e prepararsi il meglio possibile in palestra.
A questo punto sarà in un attimo febbraio e bisognerà stringere i denti per buttarsi nelle acque ancora gelide e riprendere confidenza con lo sci sapendo che, di lì a poco si partirà per l’altra parte del mondo.
L’assenza di questo caro amico che tutti chiamano sci nautico, durante il periodo invernale, è sempre dura da digerire perché questo sport mi ha dato tantissimo e mi regala tuttora infinite sensazioni positive: ogni allenamento, ogni caduta e ogni medaglia sono sensazioni che è difficile descrivere.
Le famose giornate no, i periodi in cui l’entusiasmo sembra non farsi vedere: come avrebbero fine se non con una sciata? Questo è per me lo sci nautico, il giaciglio migliore nel quale stare solo con me stesso se pur in mezzo agli altri; la ricarica naturale per trovare sorriso e voglia di migliorarsi giorno dopo giorno.
Ora che non ci sei, caro amico, non posso far altro che visualizzarti. Ma per uno che non vede la visualizzazione cos’è? Fortunatamente anche chi non vede ha eccome l’immaginazione: riprodurre dentro di sé sensazioni, emozioni, paure e fatiche che il gesto tecnico e la competizione comportano. Dunque visualizzare significa immaginarsi già nel momento della performance, in modo da saper gestire meglio emozioni e percezioni che la gara porta con sé. Così sarà più facile farmi trovare da subito pronto, in modo da affrontare al meglio questo campionato del mondo.
Dunque non si può far altro che accettare questo distacco temporaneo, spendersi al massimo per farsi trovare in forma quando tornerai. Come la mamma che pulisce a fondo casa per ospitare un figlio che si è trasferito altrove.
Buon riposo caro amico, passa bene l’inverno e ci si vede l’anno prossimo!