“Non occorre fare cose speciali…”

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Sette giorni non bastano per riordinare le emozioni di una serata di incontri come quella al Teatro Nuovo di Borgomanero. Con “Paralimpici? Non basta!” si voleva presentare e raccontare persone portatrici sane di volontà e determinazione nello sviluppare talento e abilità. Nessun santo, tanto meno eroi. Persone. Simona Atzori il microfono lo tiene in piede ed al suo arrivo la saluto con un bacia piede ma solo perché come le ha detto un giorno una bambina “tu hai le mani in basso”. Margherita Borsoi suona il piano e gareggia nelle arti marziali con una mano solo perché è nata con una mano. Daniele Cassioli domina lo sci nautico mondiali e lavora nel suo studio di fisioterapia muovendosi, ascoltando, parlando e toccando perchè fin dalla nascita non può contare sui suoi occhi. Vittorio Podestà e Paolo Cecchetto hanno cuore e braccia da vendere. Seduti in handbike sono saliti in cima al mondo conquistando vittorie e incorniciandole con la gara alle Paralimpiadi di Rio dove hanno fatto squadra per lanciare Cecchetto verso la sua prima medaglia d’oro.
Nicoletta Tinti danza da seduta con le gambe della sua sorella di “tutù” Silvia Bertoluzza o in piedi sostenuta da passione e grazia a quattro rotelle. Un fuoriclasse del nuoto paralimpico mondiale come Federico Morlacchi con i suoi compagni Arianna Talamona, Fabrizio Sottile, Giulia Ghiretti insieme a dirigenti, tecnici e volontari della Polha Varese.
E con loro, tutti protagonisti e nessuna comparsa, gli ambasciatori dello sci da seduti della Freerider Sport Events, i giocatori di basket in carrozzina dell’Handicap Sport Varese, atleti e volontari del Gsh Sempione 82 protagonisti nelle attività del Comitato Italiano Paralimpico e della Federazione Italiana Sport Disabili Intellettivi Relazionali. Paralimpici? Non basta! Ospiti? Ma và! Amici! Tre ore intense, dove non c’è stato spazio per il senza o il diversamente, ricche di immagini e parole che restano ma soprattutto servono, a chi le dice e a chi le ascolta. L’occasione l’ha offerta la famiglia Cimberio inserendo la serata nel calendario dei festeggiamenti per il 60° anniversario. Ed ogni volta è come se fosse la prima.
“Non occorre fare cose speciali, è sufficiente fare con amore cose normali” (J.M. Escrivà).
Galleria fotografica: www.plumer.it