Blu Lab. “Migliorare la vita delle persone con autismo migliora la nostra società”

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Nella sala convegni di Villa Recalcati L’Associazione varesina Spazio Blu Autismo Varese e la Fondazione Sacra Famiglia hanno presentato il progetto sperimentale “Blu Lab” che propone servizi e modelli d’intervento dedicati ai disturbi dello spettro autistico. Sala piena di genitori e operatori affamati di informazioni e notizie riguardanti ogni aspetto della proposta, tanto per cambiare generata dalla determinazione di un gruppo di genitori. Un incontro che resta, volato via per quanto, tanto, c’era da dire e da ascoltare, diretto e utile a chiunque, stonato solo nei momenti dei saluti riportati e di tecnicismi lontani anni luce dalla quotidianità e dalle necessità di chi vive e affronta l’autismo ogni giorno in cronica ricerca di risposte e risorse. 
“Lasciati soli nel post diagnosi di autismo con nessuna indicazione per una possibile terapia al di là di psicomotricità e poco altro – racconta una radiosa Cristina Finazzi (foto a destra), presidentessa di Spazio Blu Autismo Varese – siamo arrivati al punto di dire basta a frustrazioni e vessazioni alle quali poteva in parte sfuggire solo chi poteva economicamente permetterselo. E così è nata la nostra associazione. Abbiamo girato in lungo e in largo l’Italia e non solo per conoscere e capire cosa c’era in tema di autismo. Abbiamo contattato professionisti, partecipato a convegni, iniziative e a corsi di formazione per avere ogni elemento utile a dar corpo al nostro sogno.
Così facendo abbiamo ricevuto riscontri positivi oltre ogni nostra speranza, da ogni operatore che prima della professionalità ci ha donato attenzione e passione per il proprio lavoro confermandoci che insieme potevamo fare tanto. Il valore aggiunto è stato l’incontro con Lucio Moderato e Cristina Panisi della Fondazione Sacra Famiglia.
Sarà stata la nostra volontà nel cercare risposte, saranno stati i tempi maturi per un cambio culturale, sarà stata una fortunata combinazione di persone giuste al posto giusto, sta di fatto che oggi siamo qui in tanti a cogliere e presentare qualcosa di concreto che ci riempie di gioia. Anche a Varese, come accade già in molte altre città, si deve sapere che vivono ragazzi bellissimi che come ogni altro loro coetaneo hanno solo bisogno di esser messi nella condizione di poter sviluppare le proprie abilità.
‘Blu Lab’ è un laboratorio aperto mirato a migliorare la qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico, per tutti e senza limiti di età”.
L’area della struttura dedicata al progetto “Blu Lab”, in parte già pronta e in parte da recuperare e adeguare, è quella dell’ex Cottolengo, acquisita da tempo dalla Fondazione Sacra Famiglia, in Via Campigli, nel rione di Casbeno.
“In sostanza – spiega Lucio Moderato (foto a sinistra) responsabile psico-educativo di Blu Lab – con questi servizi intendiamo insegnare ad una persona con autismo di cavarsela in ogni contesto della sua vita”.
Nel suo intervento ha detto che per dare risposte al problema autismo non manca niente.
“Io penso che abbiamo più di quanto realmente ci serve solo che dobbiamo deciderci una volta per tutte a fare sistema. Non esiste autistico più grave della modalità dei servizi rivolti alle persone con autismo.
La logica che con tanta fatica porto avanti da tempo è quella del lavorare insieme, di più, in sinergia, creando un’orchestra sempre più grande dove ogni singolo componente possa suonare come crede il proprio strumento ma seguendo la medesima armonia.
Negli anni settanta la statistica sull’autismo indicava una persona su 70.000.
Oggi è una su 68. Quando penso al modo, ancora oggi diviso in comparti stagni, di lavorare sull’autismo, mi viene spontaneo pensare ad un rapporto 1:2.
Mi occupo di autismo da oltre quarant’anni e il problema principale rimane questo.
Quando ho iniziato venivo considerato un addestratore di animali da Circo.
Oggi, ripetendo quanto dicevo e scrivevo allora, vengo definito un luminare.
L’autismo non è una malattia e quindi non va curato. Facciamo, insieme, interventi rieducativi e riabilitativi. Abbiamo un livello di conoscenza teorica che non riusciamo a tradurre in pratica. Ad esempio: sappiamo che un bambino autistico è iperstimolato da tutto e noi lo inseriamo in asili nido e scuole materne con ambienti ipercolorati, rumorosi e continuiamo a parlargli nonostante non abbia un verbale che riesca a decodificare adeguatamente. Per il bene comune dobbiamo cambiare sistema facendo sistema. L’autismo è lento, noi dobbiamo rallentare. L’autismo ha bisogno di ordine, noi dobbiamo diventare ordinati. La nostra società ha bisogno dell’autismo per capirci meglio e di più. Se miglioriamo la condizione di vita delle persone con autismo miglioriamo la nostra società”.
La squadra del progetto Blu Lab sta crescendo e può già contare sulla Fondazione
“I bambini della fate” presieduta da Franco Antonello (foto sotto), padre di Andrea.
Il mondo li ha conosciuto con il libro “Se ti abbraccio non avere paura”.
”La nascita di un figlio con un problema è la peggior cosa che possa capitare ad un genitore. Dal giorno in cui è nato Andrea per dieci anni ho bestemmiato, ho spaccato una macchina e ho maledetto tutto ciò che avevo intorno.
Poi si arriva ad un bivio: o crolli o ti rialzi e ti dai da fare. Io ho scelto di darmi da fare ma come può fare lo stessa chi lavora otto ore al giorno e ha uno stipendio, quando ha un lavoro e uno stipendio. Io ho avuto la fortuna di poter lasciare il mio lavoro per dedicarmi a questa causa.
Ho massima comprensione per chi non ce la fa ma nello stesso tempo dico a questi genitori che l’unica soluzione è rialzarsi e tirarsi su le maniche perchè se si aspetta lo Stato, le Istituzioni, il Papa o Dio non cambierà niente perchè non esistono leggi o persone che possano anche solo avvicinarsi alla soluzione. Tremila anni fa Gesù ci insegnava che quando in una comunità c’è una persona in difficoltà la soluzione è nell’attenzione degli altri nei suoi confronti.
Purtroppo la nostra cultura va in un altra direzione. Per cambiare la vita ai nostri ragazzi basterebbe che ognuno di noi dedicasse loro anche solo una minima parte del proprio tempo e nel caso delle aziende anche, in maniera costante, una minima parte del proprio denaro.
Con la nostra Fondazione, grazie a più di 700 imprenditori siamo arrivati in dodici anni a sostenere 58 progetti in altrettante province italiane.
Grazie all’impegno della nostra Isabella Zonca e all’amicizia con Spazio Blu siamo arrivati a Varese trovando già 13 imprenditori disposti a condividere il nostro modo di fare impresa nel sociale per sostenere in questo caso il progetto ‘Blu Lab’. Tanta gente come quella che vedo stasera in sala può alimentare un passaparola benefico per far lievitare il numero delle aziende sostenitrici e di conseguenza lo sviluppo di servizi e opportunità per i nostri ragazzi e per le generazioni a venire. Con prima lo capiamo noi, con meno lontano è il giorno in cui lo capiranno anche le Istituzioni”.
Info:
Fondazione Sacra Famiglia
Spazio Blu Autismo Varese onlus
I bambini delle fate