“Camp dei Sogni” NAST: neve, musica e…altri sogni

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Un sogno è bello quando diventa realtà.
Tu lo vedi nascere e crescere nella mente, inizi a fare quei passi perché diventi reale e poi te lo godi nel viverlo.
Poche settimane fa è stato un sogno a venire da me: cinque giorni in montagna a sciare, recitare e giocare con la musica per bambini con disabilità.
E’ stato possibile grazie all’associazione Nazionale Artisti Ski Team che ha accolto a Bielmonte i miei piccoli eroi.
Il progetto è chiaro: far conoscere lo sport e l’espressione artistica a questi bambini speciali individuando talento .
Ad insegnare c’è uno staff di esperti e artisti conosciuti. Quelle facce che si vedono sbucare dallo schermo di casa sono spesso volti di persone, gente che ha un cuore che batte anche quando la televisione è spenta.
Ecco, questi artisti capitanati da Luca Jurman e Alberto Laurora sono pronti a mettersi in gioco per davvero.
A questo punto mancavano i protagonisti: i bambini! Come trovarli?
Un esempio di promozione e insegnamento dello sci per persone con disabilità è l’associazione Freerider Sport Events che porta da anni centinaia di ragazzi in carrozzina su tutte le montagne del Paese.
L’anima della Freerider è Nicola Busata, guerriero vero che abbandona molto spesso la sua scrivania ricoperta di sudate carte per dedicarsi a questi progetti da fantascienza.
Da lui è scattato il passaparola arrivato fino a me.
Di bambini che non vedono nell’ultimo periodo ne ho conosciuti parecchi, in una scorpacciata di emozioni che non mi rende mai sazio.
Sono bastate alcune telefonate e un po’ di cuore per mettere in marcia da mezza Italia un manipolo di bambini affamati di nuove esperienze e assetati di divertimento.
A coprire le loro spalle le famiglie, persone comuni che si trovano d’improvviso a indossare scudo e armatura per sostenere questi figli speciali.
Accessibilità nelle scuole, campi sportivi adatti, materiale ricreativo alternativo particolare e gitarelle più o meno frequenti da medici specialisti di ogni tipo.
Per loro è normale lasciarsi alle spalle la porta di casa per recarsi in ospedale, magari distanti centinaia di km, magari senza poi ottenere una risposta certa, definitiva o anche solo una risposta
Questo è un momento speciale. Questa volta valigie e viaggio sono solo sinonimo di volontà, curiosità, felicità.
Dato che il progetto si chiama “Camp dei Sogni”, mi sento proprio di dire: è severamente vietato smettere di sognare!