Nuoto paralimpico. Polha Varese pigliatutto e unica

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I motivi per far festa in casa della Polha Varese si inseguono senza scadenza e a prescindere dalle stagioni. Dall’inizio di un progetto alla conclusione di un’avventura magica come lo state tutte le partecipazioni alle paralimpiadi piuttosto che a mondiali, europei, campionati e gare internazionali e nazionali. Ultima festa in ordine di tempo nel pieno della preparazione della 13a edizione della gara di handbike “3 ruote intorno al lago” in programma domenica prossima sull’anello che circonda il Lago di Varese, è stata la serata dedicata al settore nuoto, protagonista con gli azzurri Federico Morlacchi, Arianna Talamona, Alessia Berra, Arjola Trimi, Fabrizio Sottile e Simone Barlaam all’ultimo europeo, autentico “cannibale” di ogni manifestazione affrontata nella stagione sportiva conclusa con un filotto di vittorie ben rappresentato dallo scudetto tricolore stampato sulle maglie celebrative realizzate dalla società sportiva varesina.

“Nella nostra casa ci piace condividere gioie e delusioni – dice la presidente della Polha Daniela Colonna Preti – Questa volta è una grande gioia generata dai nostri ragazzi del nuoto carichi di titoli mondiali, europei e nazionali, con il valore aggiunto del campionato italiano per società che in Lombardia non arrivava da tempo. Una stagione iniziata bene per la referente del settore Liviana Pozzi con Lorenzo Labbate protagonista ai campionari europei giovanili, proseguita con un crescendo incredibile che ha gratificato l’immenso lavoro dello staff tecnico coordinato da Max Tosin e composto da Micaela Biava, il preparatore Luca Cavaggioni e la psicologa Michaela Fantoni, che oltre all’aspetto tecnico curano in maniere maniacale anche quello comportamentale da sempre alla base di ogni attività svolta dalla Polha che ormai da trentasei anni mette al centro la persona. Abbiamo campioni che sanno essere esempio per chi sogna di diventarlo, tutti uniti nel fare sport in primis per star bene e divertirsi. In ogni vittoria o conquista abbiamo sempre il dovere di sottolineare il contributo dei nostri volontari e degli sponsor senza i quali potremmo fare ben poco.
‘Polha pigliatutto’ è un motto che ci piace ma sempre e comunque aggiungendo ‘grazie a tanti’”.

Ruvido, spigoloso e protettivo con i suoi “soldati” come ogni buon comandante deve essere, anche Max Tosin ha vissuto una serata da occhi lucidi per più di un motivo ripercorrendo una stagione che considera “già ieri”.

“E’ stato così dopo le paralimpiadi di Londra, lo stesso dopo Rio ed ora, dopo gli splendidi europei di quest’anno – conferma Tosin,  tecnico della Polha, Finp e molto altro – Tutti noi, società, staff e atleti, abbiamo davanti un biennio importante che si concluderà con le Paralimpiadi di Tokyo nel 2020. Due anni in cui un campione come Federico Morlacchi, raggiunta la completa maturità e libero da impegni scolastici, potrà pensare a qualcosa di ancora più grande, divertendosi, con la mente libera, provando qualsiasi sfida accettando anche l’ipotesi di perderla al cospetto di un avversario più bravo. E con Federico c’è un Simone Barlaam che è il presente e il futuro con un potenziale devastante, un’ Alessia Berra che rientra dalla Spagna per esser ancor più stabilmente con noi, un Fabrizio Sottile con nuove motivazioni che quando decide di applicarsi non ha pari, ripeto: quando decide di applicarsi. Arianna Talamona, alle prese con un cambio di categoria ancora da verificare al quale ha reagito con grande determinazione e poi c’è il meraviglioso mistero Arjola Trimi per la quale non ci sono parole se non: Arjola è Arjola”.

Domanda stile vuoi più bene alla papà o alla mamma: più soddisfazione per le medaglie dei campioni o la crescita dei giovanissimi?

“Negli anni abbiamo modellato uno staff capace di migliorare i campioni e allo stesso tempo coltivare i talenti. Niente è lasciato al caso o è frutto di improvvisazione. Come tecnico sono tornato a casa dall’europeo avendo raggiunto le 76 medaglie tra paralimpiadi, mondiali, europei e italiani ma la soddisfazione più grande rimane il mio percorso in Polha iniziato nel 2006 e portato avanti incontrando e confrontandomi con persone con le quali ho condiviso e condivido la ricerca e la crescita di talenti. Un cammino ricco di passione, dedizione e professionalità che rendono la Polha unica”.