Una scuola che ascolta. Una bella storia scritta da Persone

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Silvio

“Gli stage della mia scuola sono molto ben organizzati, li ho fatti, ma sinceramente mi hanno annoiato. La mia passione è il cinema e quindi vorrei toccare con mano qualcosa di quel mondo”. Silvio è un ragazzo di Monza al quarto anno dell’Istituto Professionale per i Servizi Socio-Sanitari “Leone Dehon”. Nelle materie e nelle attività parallele il suo rendimento è più che sufficiente ma la sua passione gli porta il pensiero altrove. Mamma Marina l’ha cresciuto ascoltandolo senza dar troppa importanza al suo “disturbo evolutivo misto”, più attenta alle sue esigenza e alle porte che ogni ragazzo deve poter trovare e aprire.

“Prima di ogni altra cosa voglio chiarire che non sono un handicappato – attacca Silvio – sono cresciuto un po’ per conto mio ma solo perchè non trovavo compagni di gioco con i quali condividere il mio tempo libero. Oggi sono quello che sono, una persona più aperta, e voglio sfogare la mia passione per il Cinema. Il mio film preferito è “Jurassic Park”, il primo. Difficilmente il seguito di un film è al livello o meglio del primo. Jurassic è uno degli esempi di ciò che penso”. 

Ad ascoltare Silvio non c’è solo la mamma ma anche l’educatrice Miriam Crippa e la vice preside, responsabile del gruppo lavoro di lavoro sull’inclusione, Caterina Muttarini. Insieme cercano la persona giusta per aprire la porta giusta. La persona giusta è Cesare Zanotto, giornalista in una importante redazione web nazionale.

Per Silvio la porta è spalancata ed è subito stage. La testata è sportiva ma il lavoro quotidiano è fatto anche di acquisizione e montaggi video.
Il nuovo collega trova un ambiente accogliente e tra Cesare e Silvio il feeling nato da subito cresce di giorno in giorno. “Cesare è molto simpatico – dice Silvio – con lui ho potuto vedere e provare cose che fino ad oggi avevo solo desiderato e immaginato. Grazie alla disponibilità dell’intera redazione ho contribuito con molte osservazioni al montaggio di ben tre servizi, l’ultimo dei quali l’ho presentato ai miei nuovi amici l’ultimo giorno del mio stage, casualmente giorno del mio compleanno, ricevendo un’autentica standing ovation. Il video, al quale non ho potuto dedicare l’attenzione che avrei voluto perchè i tempi in una Redazione sono necessariamente compressi, è solo la prima parte di qualcosa di più importante. Cesare e i suoi colleghi vorrebbero subito la seconda parte ma io penso sia meglio prendermi una pausa per migliorare il montaggio attuale e riordinare bene le idee per programmare la seconda e chissà, magari una terza parte e un’altra ancora. Sempre riguardo ai tempi – continua Silvio – Cesare mi ha chiesto anche di scrivere dei pezzi che ho dovuto consegnare in non più di mezz’oretta per ognuno con esito che ritengo soddisfacente. Con Cesare voglio restare in contatto. Ho ancora bisogno di lui perché mi piacerebbe tornare nella sua Redazione al prossimo periodo di alternanza scuola lavora”.

“L’esperienza di Silvio in una redazione giornalistica è stata molto positiva – dice Miriam, educatrice – Il suo approccio con la nuova realtà è stato preparato a scuola nei giorni precedenti e la molteplicità di attività che ha trovato, dalla scrittura alla grafica, dal disegno al montaggio video, gli hanno dato nuovi stimoli per sviluppare le sue capacità”.  

Il rapporto di Silvio con i coetanei non è mai stato facile:”con i ragazzi della mia età non mi trovo perchè in gran parte pensano solo al presente o a loro stessi”. Superando oggettive difficoltà, bussando e aprendo porte, Silvio è a suo modo innovativo in quanto è il primo nella sua scuola a partecipare ad uno stage non strettamente legato all’indirizzo della stessa.

“Sono il primo, sono l’unico quindi, sono nella storia. Una volta ottenuta la maturità voglio sfogare ancora di più la mia passione studiando regia, scenografia o perché no, recitazione”.

“Il nostro Istituto, “Leone Dehon”, ha fatto proprio il carisma del fondatore che, parafrasato, potrebbe suonare ‘non si vede bene che col cuore’. Siamo molto attenti al singolo allievo cercando di intravedere in ognuno le potenzialità, non solo ciò che manca. Con Silvio è stato così; abbiamo cercato di aiutarlo ad avvicinarsi al suo sogno fino al momento dell’occasione giusta, l’esperienza dell’alternanza che solo se  intesa in questo modo lascia emergere il suo senso più profondo. L’incontro con una persona come Cesare è stato determinante per far sì che il nostro Silvio potesse vivere un pezzetto di questo sogno!  Un incontro all’insegna della gratuità, dell’entusiasmo.

In fondo basta poco, basta non farsi spaventare da ciò che sembra diverso, basta credere che si possa fare, basta mettere, ciascuno per il suo pezzo, la propria energia e il proprio cuore”.

Basta poco è il dogma dell’attenzione per gli altri che spesso si traduce anche solo nel saper ascoltare. Prima delle Istituzioni, della Scuola e di tutte le parole che ti insegnano a scrivere con l’iniziale in maiuscolo vengono le persone. Anche Persona è una parola da scrivere in maiuscolo. Anche Papà, Mamma, Sorella, Fratello, Insegnante, Pulizia, Morale, Educatore, Sensibilità, Amico, Ruolo, Impegno, Onestà, Sincerità, Passione, Professionalità, Responsabilità, Rispetto.

Silvio ce lo insegna. Ognuno di noi può essere il primo, l’unico e quindi nella storia. Una storia che vale dieci convegni, tavoli, protocolli. Una bella e utile storia come questa, scritta da Persone.