Gregory Leperdi: “Ciaz è con noi. Promuoviamo l’ice para hockey!”

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Gregory Leperdi e Guido Chiarotti

L’Italia dell’hockey su ghiaccio paralimpico ha concluso al secondo posto posto il torneo internazionale di Torino dedicato al capitano di sempre Andrea “Ciaz” Chiarotti. Sconfitti in finale dalla Corea del Sud, gli uomini alternati sul ghiaccio dal Coach Massimo Da Rin hanno dato buone risposte, soprattutto i più giovani con in testa il varesino Alessandro Andreoni. In tribuna ad assistere all’evento organizzato dalla Sportdipiù Torino c’era l’ex giocatore della stessa Sportdipiù e della Nazionale  Gregory Leperdi, uno dei protagonisti della storia dell’hockey paralimpico che c’era in quella mattinata del 2003 a Varese per il primo coordinamento di quella che sarebbe diventata la Nazionale azzurra esordiente alle paralimpiadi di Torino 2006, campione d’Europa nel 2011.

Gregory Leperdi segue attimo per attimo la finale del torneo di Torino al fianco di Guido Chiarotti, fratello del “Ciaz”, con un mix di malinconia per non essere sul ghiaccio con i suoi compagni e per un grande amico che non c’è più.

“Per quanto mi riguarda – risponde Leperdi – la malinconia c’è ma con la consapevolezza di aver dato e ricevuto tanto da questo sport che è stato la  mia vita per quindici anni. Mi fa piacere ricevere ancora oggi tanti attestati di affetto e di stima ma la vita va avanti e va bene così. Per quanto riguarda il ‘Ciaz’ è difficile accettare la sua scomparsa perchè per quanto ha fatto e ha rappresentato lui c’è e ci sarà per sempre”. 

Cosa ricordi della tua prima volta seduto nello slittino con le mazze in mano?

“Quel giorno a Varese, nel 2003 (video) – ricorda Gregory – era tutto da costruire, tutto un po’ strano e maledettamente difficile. Nessuno di noi poteva immaginare cosa sarebbe successo nei mesi e negli anni a seguire. La prima partita ufficiale l’ho giocata al campionato d’Europa del 2005 che concludemmo a zero punti, con zero reti segnate e 56 subite. L’anno dopo ci presentammo alle Paralimpiadi di Torino dove segnammo la prima rete della nostra storia grazie a Gian Luca Cavalliere per poi dar via al crescendo culminato con il titolo di campioni d’Europa del 2011 e a seguire la costante presenza tra le prime quattro squadre a livello mondiale”.

Considerando i numeri dei tesserati in Italia rispetto ad altri Paesi, è una posizione che vale molto di più.

Para Ice Hockey Italia 2019

“Ah certo! Già l’hockey in Italia ha numeri ridotti, figuriamoci il para hockey.
Delle tre squadra che si giocano da sempre lo scudetto quella che sta meglio è non a caso l’Alto Adige dove anche l’hockey ha terreno fertile se non altro per la lunga tradizione che può vantare in quel territorio. Anche se con grande fatica la Lombardia si sta muovendo bene, con qualche giovane come Andreoni già protagonista. Noi del Piemonte siamo quelli più in difficoltà, alle prese con il necessario ricambio generazionale e un reclutamento per i quali servono impegno e  pazienza. Il torneo serve anche per questo, con i valori aggiunti delle dirette Rai e il coinvolgimento delle scuole. La promozione e il reclutamento sono fardelli pesanti quanto necessari per tutte le società paralimpiche, ancor di più per quelle come la Sportdipiù Torino e la Polha Varese da sempre sul pezzo con l’ice para hockey. Per il bene del nostro movimento speriamo che questo impegno parallelo all’agonismo venga premiato quanto prima con un ritorno di visibilità e numeri più significativo”.