Fabrizio Caselli: “Con il bob ai mondiali sognando Tokyo

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Ha trascorso tre giorni sulla neve di Canazei con la famiglia intera e con gli amici dell’associazione Freerider Sport Events che insegnano lo sci da seduti con uno ski tour disegnato in dieci tappe dal Trentino all’Abruzzo.  Ora Fabrizio Caselli è già arrivato a Lake Placid dove nel prossimo fine settimana sarà tra i protagonisti del mondiale di bob paralimpico. 

Classe 1968, di Pelago in Val Disiese, Caselli è in carrozzina dal maggio 2000 a causa di una risalita gestita male al termine di una immersione. Sportivo da sempre, tra moutain bike e kart, lo sport resta il suo migliore amico.

“Nei primi anni post incidente – racconta Caselli – mi concentrai solo sulla riabilitazione perchè avevo la speranza di poter tornare a camminare. Qualcosa ho riguadagnato ma non trattandosi di un cammino funzionale mi sono convinto di mettermi a sedere”.

Da quel momento si apre la porta del Gruppo Sportivo Unità Spinale di Firenze per riabbracciare lo sport.

“Arrivando dalla mountain bike fu naturale avere il primo approccio con l’handbike provando subito belle sensazioni, arrivando nel 2014 a vincere il Giro d’Italia.
Poi scoprii il canottaggio e dalla prima prova mi ritrovai in breve tempo in Nazionale per vivere la grande esperienza della Paralimpiadi di Rio nel 2016, con un breve ritorno all’handbike nel 2015 giusto il tempo di vincere la Maratona di Roma. Dall’acqua alla strada e poi al ghiaccio, eccomi nel bob, dove spero di poter far meglio della mia prima volta al mondiale, a Lillehammer nel 2018”.

A casa, in attesa di buone notizie dagli Stati Uniti, la moglie Barbara con i figli Matteo e Alice. Una squadra virtualmente unita intorno al suo capitano. 

“La famiglia è la base per tutto il resto. Oggi per le persone con disabilità informazione e opportunità relativamente allo sport e non solo non mancano. Certamente chi si ritrova in carrozzina non deve restare in casa ed in questo senso la famiglia ha un ruolo importante. Detto questo, io devo molto anche al Gruppo Sportivo Unità Spinale di Firenze perchè mi ha fatto conoscere altre persone che prima di me avevano vissuto le stesse delusioni, speranze, conquiste. Dovendo necessariamente ricominciare a vivere lo sport è l’aspetto che più di ogni altra cosa aiuta a riempire la giornata”.

Con la testa al mondiale e alle gare c’è spazio anche per pensare a qualche altra “prima volta”?

“Fino a domenica ho in testa solo il bob. A proposito di altre prime volte, con le  discipline che già pratico comunque da tener vive direi che la mia giornata tipo è già bella piena.
Dopo il mondiale di bob l’obiettivo primario sarà la qualificazione nel para rowing alla Paralimpiadi di Tokyo dell’anno prossimo. Tanta roba, più che sufficiente a non restare chiuso in casa e a riempire le giornate”.