Fabrizio Sottile: “Un bene da star male”

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Fabrizio Sottile

Due gare due finali per Fabrizio Sottile alla sua seconda partecipazione alle Paralimpiadi. La prima volta, a Londra, fu tutto troppo veloce e grande per permettere a Fabrizio di dare il meglio di se. Quattro anni dopo, per Rio è partito quando ormai era tutto finito tanto che aveva pensato addirittura di smettere con il nuoto. E invece, eccolo qua. Due finali su due gare e un ultima botta sabato 17 con batterie ed eventuale finale dei 50 stile
Fabrizio, cosa è cambiato dalla prima volta a Londra rispetto a quanto stai vivendo qui a Rio?
“E’ tutta un’altra cosa. Confesso che alla vigilia della prima gara credevo di star  male. Probabilmente il fatto di essere arrivato a Rio con largo anticipo rispetto alla mia prima gara ha fatto si che la tensione e tutto quello che mi è capitato in quest’ultimo anno si sono mischiate rischiando di farmi scoppiare. Ti dico solo che la notte prima del mio esordio nei 100 rana avrò guardato l’orologio cinquanta volte perché avevo paura di non sentire la sveglia. Poi quando finalmente sono entrato in piscina ho cominciato a tremare insomma, panico totale che poi, piano piano, è sparito. A Londra non stavo già bene di mio perché, vero o no, sentivo tanta pressione nei miei confronti. Qui invece sono arrivato nella condizione migliore perché nessuno s’aspettava niente da me. Sono consapevole che in tre settimane, da quando m’è arrivata la convocazione, non si prepara niente.
In testa avevo solo tanta voglia di far bene e infatti la mia prima finale dei 100 rana alle Paralimpiadi m’è piaciuta ed il settimo posto mi va più che bene”.
La notizia della tua convocazione sembra di ieri. Oggi ti mancano solo i 50 stile per chiudere la tua seconda Paralimpiade. Sensazioni e pensieri?
Mi sento già di fare un bilancio che considero molto positivo. Quando mi hanno chiamato per dirmi che sarei volato a Rio il primo pensiero era quello di non accettare. In quei giorni l’amarezza per la precedente esclusione era tanta.
Avevo smesso di nuotare già da qualche giorno e non volevo rientrare rischiando brutte figure. Poi non sapevo che clima avrei trovato perché con lo staff c’erano state tensioni. Avevo più di un dubbio su ciò che sarebbe stato bene fare.
Poi ho cambiato idea e meno male perché le Paralimpiadi sono una esperienza da non perdere. In tanti le sognano, in pochi partecipano e quindi sono partito.
Devo dire che ho trovato un gruppo di compagni fantastico che non mi ha fatto sentire un ripescato. All’inizio erano loro quasi più contenti di me del fatto che fossi anchio parte del gruppo qui”.
Del progetto AcquaRio cosa mi dici?
“Per la prima volta in vita mia mi sono messo totalmente in mano ad un tecnico, Max Tosin, che mi ha restituito convinzione e fiducia nei miei mezzi. Il progetto è serio e curato in ogni minimo particolare e i risultati si vedono con i continui miglioramenti dei tempi dei singoli atleti e le ottime prestazione tra record nazionali e non ultima la convocazione alle Paralimpiadi di sette atleti su otto. Il numero delle medaglie a Rio sono destinate ad aumentare. L’unico rammarico che mi resta è l’aver stabilito un record italiano praticamente senza allenarmi quindi, chissà cosa avrei potuto fare se avessi avuto una vigilia normale”.
In Polha c’eri già prima di Londra. Non hai perso un po’ troppo tempo nel cercare ciò che avevi già?
“La via giusta potevo trovarla solo provando le opportunità che strada facendo mi si sono presentate con sempre nuove esperienze a mio parere utili a prescindere.
In questo momento mi trovo molto bene e sono sereno e quindi spero che il progetto venga supportato come merita da parte di Enti e Istituzioni.
Due finali su due gare nei 100 rana e 100 dorso. Sabato 17 alle 10.00 (le 15.00 in Italia) hai le batterie dei 50 stile. Cosa vuoi dire ai samaratesi con in testa il Sindaco e a tutta la Polha Varese che ti seguono da casa.
“Per salutare Rio farò quello che ho sempre fatto. Unico modo che ho di ringraziare i miei genitori, la Polha e tutti quelli che mi permettono di praticare il nuoto a questi livelli: ce la metterò tutta per…nuotare anche al pomeriggio”.
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