Una Rubella libertà!

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Oggi vorrei scrivervi una storia vera che racconta della mia libertà ritrovata. Passare 4 anni senza potersi muovere in modo autonomo fuori dal quartiere di casa comporta una grande organizzazione, un supporto di amici e famigliari disponibili e patentati e tanti soldi spesi in pulmini accessibili. La via per avere una macchina attrezzata su misura e la patente BS e’ stata una vera battaglia: lunga e piena di ostacoli superati mettendo in gioco tante energie e ancora una volta tanti soldi.
Mi iscrivo a scuola guida nel novembre 2014 e posso iniziare le mie guide con una 500 blù fornita gentilmente in comodato d’uso da Fiat Autonomy in Piemonte. Eh si perché per chi ha una disabilità come la mia non e’ semplice trovare anche solo un mezzo per guidare in prova. Sono molto lontane le possibilità rispetto ad una car2go prenotata dall’app in 2min. Comunque è possibile. Vi racconto come.13445794_10209768646123106_3206978774662657971_n
Faccio le prime guide con tanto freddo perché è inverno e con il sostegno della mia mamma – sempre gentile e disponibile – che mi accompagna e aiuta a fare il passaggio su questa 500 allestita con gli ausili trovati per me da Handytech: officina molto competente ed esperta che si trova nell’ astigiano a Moncalvo. A gennaio fisso l’esame pratico visto che il teorico non serve avendolo già fatto esattamente dieci anni fa. Mi presento emozionata, forse più di quando avevo 18 anni, aspetto il mio turno in macchina così evito i vari passaggi.
Entrano il mio istruttore di guida e l’esaminatore che senza dire buongiorno chiede subito tutti i documenti. Al che io fornisco tutto ma aimè non gli bastano e allora inizio in modalità multitasking a contattare la motorizzazione di Asti per farmi mandare via mail il libretto con tutte le specifiche non abbreviate da specificare all’esaminatore, un ingegnere fin troppo meticoloso.
Peccato che una volta recuperato il tutto l’esaminatore non torna anzi, se ne va lasciandomi in macchina e senza darmi neanche la possibilità di mettere in moto. Molto abbattuta, ma più incazzata, prendo un altro permesso al lavoro e con mamma andiamo direttamente
nell’ufficio del responsabile della motorizzazione a fare un reclamo per il comportamento di questo esaminatore. Ci spiegano che è un personaggio noto e che hanno già sospeso varie volte. Facciamo presente al responsabile che alle patenti BS dovrebbero esserci figure affidabili e competenti essendo appunto una patente “speciale” e non soggetti come quello incontrato. Il direttore si scusa per l’accaduto e mi fissa l’esame pratico con lui in marzo. Molto felice per il risultato farò l’esame direttamente col direttore della motorizzazione di Milano. Durerà un’ora. Così, nel marzo 2015 riesco ad avere la mia patente con scadenza 2017. Li’ per li’ non ci penso perché 2 anni sembrano tantissimo tempo.
Iniziamo a progettare la macchina con Handytech. Ci vogliono un po’ di visite che ci permettono di conoscere bene tutti gli operatori. Dal geniale meccanico Beppe a tutti i ragazzi che lavorano nel grande gruppo creato dalla famiglia Nosenzo. Ogni volta c’è una grande accoglienza e si torna a casa soddisfatti del lavoro fatto assieme.
Tra lavori, vacanze e imprevisti la macchina è pronta a settembre 2016. Quindi prendo l’ultima volta il treno Milano-Vercelli con due carrozzine e la mamma. La volta precedente eravamo in sei perché oltre alla nostra coppia fissa c’erano il mio fratellone Orlando con altre tre ragazze che hanno montato un video da portare alla tesi su questa avventura.
Dopo una mattina di prove, felici, belli carichi e con gli occhi umidi, siamo pronte per tornare a casa con “Rubella” la mia macchina. Guida la mamma e dopo qualche frenata brusca di adattamento alla guida automatica imbocchiamo l’autostrada e portiamo il mio bolide a casa dove l’ aspetta il suo parcheggio riservato. Stampo la P e dal giorno dopo inizio le guide per Milano prima con la coraggiosa mamma mia, poi con Orlando e via via con tutti gli amici coraggiosi. E’ una grande soddisfazione davvero! Sono riuscita ad accompagnare mio fratellone in stampelle con “Pepita”, il suo cane, al parchetto, e li mi sono sentita quasi più abile io di lui. Per me significa tantissimo, anche perché Orlando mi ha confidato che guido meglio adesso di prima! La prova della mia buona guida me l’ha data anche mamma che, forse per il microclima che creo in macchina, in autostrada si è addormentata per una buona oretta. Ora che guido da un mesetto ho già superato i 2000km! Mi sento proprio LIBERA! Si, un po’ più povera ma libera di poter organizzarmi
all’ ultimo senza chiedere favori in giro, ma addirittura poter dare io un passaggio a casa alla collega com’è successo qualche giorno fa. “Rubella” nasce da “rubino” perché e’ molto preziosa e rossa, ribelle. Ribelle come lo sono io, anche se con molta responsabilità e ‘bella’. Si perché la mia macchina è proprio bella bella, soprattutto quando si apre tutta da sola, simil astronave. Si ribassa il pianale, si apre il portellone e poi esce la rampa di accesso. Ogni volta che schiaccio il pulsante mi sento in sottofondo la musica di super-car e molte volte i passanti si fermano ad ammirare, commentare e chiedere informazioni.
E io molto soddisfatta racconto tutto!
unknown-1“Rubella” è la mia felicità. Basta entrare e ualà, mi ricarico, anche perché c’è tanto spazio per cui non è solo una macchina ma anche un cineforum, un bagno all’esigenza, un salotto ricreativo, un punto di incontro, un ristorante e molto altro ancora.
A breve un ragazzo in carrozzina viene a vederla e chissà che grazie a questa “Rubella” tante altre sue sorelle gireranno per Milano e per il mondo. Me lo auguro proprio perché la libertà è davvero il valore più importante della mia vita, perchè l’ho persa e poi me la sono riconquistata non senza fatica. Questa bella storia la concludo con il lieto fine di settimana scorsa dove alla revisone della patente mi hanno spostato la scadenza al 2026!
Io e la mia “Rubella” abbiamo davanti dieci anni di tante belle avventure.
Questa difficile e bellissima esperienza me la ricorderò per sempre.
Amici miei, le difficoltà sono tante ma poi, se teniamo duro vinciamo noi!
Alla faccia del diversamente esaminatore tante altre belle anzi, “rubelle” conquiste sono in arrivo. Parola di Allegra, un nome una garanzia!

 

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“Don’t worry, be happy" Allegra di nome e di fatto. Atleta paralimpica di scherma e tennis tavolo. Adoro chi è folle come me, viaggiare e fare ogni cosa al meglio. Ho vissuta una olimpiade da volontaria. Adesso coltivo il sogno di una paralimpiade da atleta, nel tennis tavolo.