Presa dopo presa, passo dopo passo…

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Dopo  aver portato la “Barbie Climber” Alessia Refolo sull’acqua, non potevo rifiutare il passaggio inverso.
Quindi, viste le  diverse sollecitazioni da parte sua, ho deciso di farmi convincere e provare questa esperienza.
Faccio sport praticamente da quando sono nato e ne ho provati di ogni.
In questo caso avevo alcune perplessità dato che si tratta di una disciplina di fatica e agilità sottraendo al mio allenamento sull’acqua un’intera giornata.
Alessia sa farsi voler bene e quindi, anche il 23 luglio, è riuscita a trovare un amico che si prendesse la briga di portare ben due ciechi sulla roccia.
Eccoci allora in auto con Andrea, un profondo conoscitore della montagna e un amante spassionato dell’arrampicata.
Io parto subito con le mie domande per rassicurarmi:
“Ma la corda è resistente? I moschettoni sono nuovi?” E via dicendo.
Devo ammettere che avevo un po’ di paura: timore dell’ignoto soprattutto.
Ma quando capita di affidarsi alle persone giuste è anche bello sfidarle queste paure per crescere e provare esperienze nuove. Alessia mi aveva rassicurato, Andrea sembrava uno a posto quindi: perché non farlo?
Oltretutto abbiamo avuto anche due super aiutanti e compagne di avventura: Lidia e Laura. Sono state indispensabili perché, come potrete facilmente intuire, gestire e dare indicazioni a due persone che non vedono in zone non proprio confortevoli, non è così scontato.
Finalmente sono ai piedi della mia prima parete: allaccio l’imbrago, calzo le scarpette e si parte!
La sensazione è stata simile a quando vado con gli amici a tuffarmi dagli scogli:
“metti il piede lì, occhio che c’è uno spuntone.”
La differenza è che qui a un certo punto si sale, bisogna appunto arrampicare!
Mani e piedi ben saldi, ogni punto del mio corpo a contatto con la roccia poteva farmi andare avanti. Inizio a sudare, a essere stanco e sento da sotto che Andrea ancora dà indicazioni quindi non sono arrivato alla fine.
Sono dentro un piccolo-grande dialogo con me stesso: continuo o mi fermo? Sto calmo o mi agito.
Poi ho tanti alibi perché sono un principiante, nonostante questo me la gioco e riesco a fare ben tre vie.
Sulla quarta ho mollato il colpo quasi subito ma non finisce qui!
Ho fatto bene ad ascoltare Alessia; è stata una supern giornata e ho scoperto uno sport bellissico che mi ha dato l’occasione di confrontarmi con me stesso in un contesto completamente differente da quello sull’acqua.
Non sono mancate le sbucciature alle ginocchia e il contatto quasi viscerale con la natura; è stata molto forte l’idea di sfidare me stesso:  presa dopo presa, passo dopo passo!
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“Spunti di vista" Non vedente, campione del mondo di sci nautico, innamorato cronico della vita e inguaribile ottimista penso che la scrittura sia uno dei modi più efficaci per guardarsi dentro: attingere dal cuore, mescolare gli elementi con quelli della vita di tutti i giorni e raccontarli. Perché le belle cose oltre che rallegrare chi le vive, dovrebbero essere a disposizione di tutti, come l'acqua, come l'aria.