40 anni di legge Basaglia: Centro Gulliver in prima linea

0
468

Questa è la storia di Carlo, che ogni giorno offre il suo prezioso contributo a Giorgio, Rolando ed Alessandro nei lavori agricoli, nella semina e nel raccolto. Si prende cura della terra e, in qualche modo, la terra si prende cura di lui.  L’orto sinergico, le serre, gli “attrezzi del mestiere”, una vita semplice all’aria aperta, scandita dai tempi e governata dalle regole sapientemente dettate dalla natura… In tutto questo Carlo ha trovato il suo equilibrio, la sua dimensione. E’ anche la storia di Alessandra, che attraverso il disegno riesce finalmente ad esprimersi dando forma ai suoi pensieri e alle sue emozioni.
Ma è anche la storia di Luigi, Paolo e Maria, che dedicano molto tempo a lavorare la creta con Claudia al laboratorio “Concretamente”. Ne escono bellissimi manufatti: ciotole, vasi, collane e monili, che poi vengono esposti in mercatini o venduti come bomboniere per matrimoni ed altri eventi.
Questa è la storia del Centro Gulliver di Varese, una storia di passione per l’umanità, specie se ferita e fragile.
Una storia dove quotidianamente un’équipe di psicologi, psichiatri, educatori, infermieri, operatori sociosanitari si mettono al servizio degli Ospiti, per affrontare disturbi mentali e situazioni in cui – sempre più spesso – dipendenza e disagio psichico sono legati a stretto filo (cdd doppia diagnosi).
In questi giorni si celebra una ricorrenza importante: i 40 anni della Legge Basaglia, lo psichiatra che nel 1978 impose la chiusura dei manicomi, restituendo i diritti civili ai malati psichiatrici. Basaglia dedicò tutta la sua vita alla cura delle persone sofferenti, lottando per ridare loro dignità e rispetto.
Un tema molto caro a noi del Centro Gulliver che, nelle nostre due Comunità della Casa Nuovi Orizzonti di Cantello, ci prendiamo cura da quasi 20 anni di chi soffre di patologie psichiatriche.
Nel corso degli ultimi due anni, la casa di Cantello è stata protagonista di importanti opere di ristrutturazione ed ampliamento, per accogliere ulteriori 10 persone a cui offrire un percorso terapeutico comunitario. Sono stati realizzati anche due appartamenti protetti per la residenzialità leggera, che offrono la possibilità di sperimentare graduali livelli di autonomia. “Abbiamo lavorato per costruire ‘un luogo bello’, una casa accogliente e sicura – racconta don Michele Barban, presidente del Centro Gulliver, anche attraverso la scelta di un arredamento adeguato, in cui le persone possano vivere con dignità e rispetto, ‘abitando’ la relazione terapeutica come un luogo di cura, dove gli spazi esterni riflettono e influiscono sugli spazi interni di ciascuno”.
A Cantello vivono circa 40 Ospiti, persone con una fragilità psichiatrica, bisognosi di qualcuno che li aiuti ristabilire l’ ordine delle cose.
Ma soprattutto bisognosi di uno sguardo che riconosca la loro dignità e il loro valore di donne e uomini. Che sappia valorizzare le loro qualità umane, le loro potenzialità e risorse. Uno sguardo che li aiuti a mettersi in relazione con il mondo esterno dedicandosi al lavoro e ai rapporti umani.
“Nel nostro quotidiano prenderci cura – continua don Michele – facciamo riferimento alla filosofia di ‘Progetto Uomo’, che pone l’uomo – con i propri limiti e risorse –   al centro del suo percorso di cura e rinascita, come protagonista, affrancato da ogni schiavitù e teso al rinnovamento di sé e degli altri. Con responsabilità e progettualità. Una persona che per noi è sempre corpo, mente e spirito. E allora cerchiamo di lavorare per armonizzare queste tre dimensioni, spesso così dissociate…”.
Tanti i laboratori e le iniziative che operano in questo senso. Dal laboratorio di cucina a quello di creta, di sartoria e di giardinaggio, dal gruppo coro al gruppo ballo, fino alle visite culturali, alle gite in montagna e alle giornate in piscina.
“Queste attività permettono agli Ospiti di sentirsi protagonisti capaci di realizzare e realizzarsi, di valorizzare le proprie risorse e scoprirne di nuove, di ampliare le loro conoscenze e di superare le proprie paure. Per noi dare dignità è lavorare quotidianamente per l’inclusione sociale. Cantello è un comune sul confine. Mi viene da dire che anche le nostre Comunità sono un po’ di frontiera: sfidando l’opinione pubblica, crediamo che sia possibile un reinserimento sociale e lavorativo che offra dignità a queste persone.
Già oggi i nostri ospiti di Cantello partecipano alla vita del paese in diversi momenti e hanno un rapporto quotidiano con la comunità locale.
Poi abbiamo una collaborazione con ‘Homo Faber’, la cooperativa sociale di tipo B legata strettamente al Centro Gulliver, rivolta a ‘soggetti svantaggiati’ e finalizzata all’acquisizione di competenze specifiche di antichi mestieri per un inserimento o reinserimento lavorativo. Nell’ultimo anno la Cooperativa Homo Faber ha impiegato alcuni ospiti in attività di manutenzione del verde (preparazione di piantine e terreno, semina, irrigazione, raccolta degli erbaggi, raccolta dei mirtilli, selezione, pesatura e confezionamento), di manutenzione generale (imbiancatura, piccole riparazioni, sistemazione magazzino) e di supporto alle attività di cucina delle comunità. Piccole e semplici attività per imparare un mestiere e sentirsi utili”.
Un anno importante questo, per le Comunità di Cantello, pieno di iniziative ed appuntamenti per tutto il territorio, un percorso che parte da questo mese di maggio e arriverà alla data del 10 ottobre, in cui si celebrerà la Giornata Mondiale per la Salute Mentale.
Ufficio Stampa Centro Gulliver
Chiara Dal Canton
+39 391 490 2662 –
chiara.dalcanton@gulliver-va.it