Mondiali di calcio amputati: Italia 14a, Angola campione!

0
125

Rimaneggiata e con alcuni uomini in non perfetta condizione fisica l’Italia ha perso anche la partita con Haiti che poteva valerle la nona posizione nel ranking mondiale. Con la squadra caraibica gli azzurri hanno chiuso i tempi regolamentari sull’uno a uno per poi cedere nei supplementari subendo altre due reti. Pur dovendo abbandonare sogni di gloria i ragazzi del Ct Renzo Vergnani (nella foto A.Bizzi del titolo una formazione) si sono subito ripresi battendo di nuovo la Francia 1-0 per poi concludere l’avventura mondiale con l’Irlanda subendo un 1-4 senza storia. Il titolo è andato all’Angola, avversaria degli azzurri agli ottavi (1-3).

Francesco Messori e Lorenzo Marcantognini

 L’Italia lascia dunque il Messico con la 14a posizione nel ranking mondiale ma soprattutto con un bagaglio d’esperienza utilissimo al prosieguo dell’attività e allo sviluppo di un movimento cresciuto in fretta, dal sogno di un ragazzino come Francesco Messori determinato nel coltivare la sua passione per il calcio con una gamba. Tra gli ambasciatori dell’Associazione art4sport di Mogliano Veneto, Messori è il presente e il futuro di una squadra nazionale che ha visto protagonista al mondiale anche un altro testimonial dell’associazione fondata dai genitori di Bebe Vio, il marchigiano Lorenzo Marcantognini che nemmeno sedicenne (auguri per il compleanno del prossimo 9 novembre) ha già provato l’emozione di cantare in maglia azzurra l’inno di Mameli in una manifestazione in cui lui ed i suoi compagni si sono confrontati con i migliori del mondo.

“Quest’avventura mi ha gasato ancor prima di partire – racconta ‘Lollo’- proprio perchè non avevo l’età necessaria la mia convocazione è stata in dubbio fino a quando m’è arrivata la lettera di convocazione che mi ha fatto scoppiare il cuore di gioia”.

Com’è stato l’impatto con il Messico?
“L’entusiasmo alla partenza e per tutto il lungo viaggio si è un po’ spento al nostro arrivo per lo scenario di povertà trovato a San Juan De Los Lagos che ha generato in noi qualche preoccupazione. Nei giorni a seguire il morale è andato via via migliorando anche perchè la voglia di giocare e di godersela fino in fondo era più forte di qualsiasi altra impressione reale o apparente”.

Pronti via subito una sorpresa.
“Infatti, tutta la nostra voglia di cominciare a giocare è stata stoppata dal mancato arrivo del Ghana che insieme alla vittoria a tavolino ci ha permesso di risparmiare energie per un calendario che prevedeva una partita al giorno a poco meno di 2000 metri d’altitudine. Energia ed entusiasmo che ci hanno permesso di vincere il nostro girone superando Francia e Argentina purtroppo non immaginando che il posto migliore nella griglia per gli ottavi ci avrebbe riservato niente di meno che l’Angola, in quel momento vice campione in carica, oggi campione del mondo”.

In volo per il rientro a casa cos’hai in testa?
“Una gran confusione di momenti ed emozioni che voglio trovare il tempo di riordinare per non perdere neanche un secondo di questa fantastica esperienza – conclude ‘Lollo’ – con il mio papà al mio fianco, insieme ad un gruppo che prima di essere tecnici o giocatori sono amici e belle persone. Per arrivare a questo punto ogni singola componente, compresi ovviamente i nostri famigliari e la Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, ha fatto la sua parte e anche di più. Un punto di non ritorno che tutti noi dobbiamo considerare una solida base per un nuovo trampolino di lancio”. Info: Fispes.it

Calcio amputati
Camp. del Mondo San Juan de los Lagos- Italia vs Argentina Festeggiamenti finali
Foto Augusto Bizzi