Freerider e Polizia di Stato a gran velocità verso il…decennale!

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Lasciato l’Abruzzo dove ha trascorso un’intera settimana divisa tra l’evento targato Asha e il secondo appuntamento con lo Snow Camp Spina Bifida Italia, la carovana dello Ski Tour Freerider Sport Events è arrivata a Folgaria accolta da una nevicata come quest’anno da queste parti non s’erano ancora viste. Solita serata d’arrivo per i più e i meno esperti monosciatori, rituale delle indicazioni, del programma e della suddivisione dei gruppi assegnati ai dimostratori seduti. In Trentino i Freerider ritrovano gli operatori del Centro d’Addestramento di Moena della Polizia di Stato che in Abruzzo erano stati destinati ai servizi relativi all’emergenza terremoto e slavine, generosamente sostituti dagli operatori della Guardia di Finanza e dagli allievi Maestri della Regione Abruzzo.
Ma com’è nata l’ormai consolidata amicizia della Freerider con il Centro Addestramento della Polizia di Stato?
“Dopo il mio primo incontro con Nicola Busata mai avrei immaginato cosa sarebbe seguito in termini di collaborazione e ben presto anche di sincera amicizia”.
La risposta è dell’allora Direttore di Moena Andrea Salmeri (nella foto del titolo il terzo a destra, con al centro l’Assistenze Capo Andrea Necchi del Centro Addestramento Alpino di Moena e a sinistra il responsabile tecnico della Freerider Nicola Busata), oggi Vicario del Questore di Pistoia, che non è mancato all’appuntamento con lo Ski Tour nella tappa all’Abetone.
“Un giorno d’autunno del 2009 – racconta Salmeri – mi arrivò la telefonata di Nicola che mi proponeva di incontrarci per spiegarmi cosa faceva per condividere una eventuale collaborazione. Colsi l’occasione per una nostra uscita in Piemonte, dove avevamo in programma la riapertura degli impianti di Clavier, per far tappa a Varese. Fermo con un collega al punto di ritrovo mi vedo arrivare un tipo in sella ad una moto importante, mega casco, capelli lunghi. Mah, mi son detto lanciando uno sguardo al collega, la prima sensazione non è il massimo. Poi Nicola iniziò a racontare quello che faceva, idee, ambizioni, sogni e infine il programma della stagione invernale alle porte.
Pranzammo insieme, raggiunti anche da mia moglie, per poi salutarci con l’intento comune di risentirci per valutare nello specifico il progetto, non prima di averlo proposto ai nostri superiori a Roma. Riprendendo il viaggio, la chiacchierata tra noi in macchina era concentrata sull’aspetto esteriore di chi avevamo appena incontrato che pur ci aveva raccontato un’attività rivolta alle persone con disabilità interessante, completa di particolari e nozioni, sia tecniche che riguardanti la formazione e la sicurezza.
Decidemmo di chiedere informazioni su di lui ai colleghi di Varese.
Terminate le considerazioni condivise con il collega, mia moglie chiese di poter dire la sua in merito a quanto aveva visto e sentito a pranzo e poi in macchina tra noi: ‘per quel che può servire voglio dirvi che questo ragazzo ha gli occhi buoni e quindi dev’essere buono anche quello che fa e che vi ha raccontato’. Un frase che registrai nella mia mente e che mi ritornò nel momento in cui l’allora Capo della Polizia Antonio Manganelli si dimostrò entusiasta del progetto chiedendoci di dar vita alla collaborazione per essere vicini alla gente e ancor più a queste persone impegnate nel riprendere una vita il più normale possibile attraverso lo sci. Partire con Freerider e ricevere grande partecipazione e consensi è stato un attimo. Emozioni e occasioni di crescita ogni volta, sulla neve come in ogni altro incontro anche solo per trascorrere qualche ore insieme come capita da quando non più direttore a Moena”.
Tra ciò che più colpisce seguendo lo ski tour è l’affiatamento che si è creato tra i vostri operatori e quelli della Freerider. Quest’ultimi professionali ma non professionisti. Persone comuni insieme a rappresentanti delle Istituzioni per offrire servizi di bene comune come l’insegnamento del monosci, l’assistenza e la sicurezza sugli impianti, la formazione e non ultima l’informazione.
“Ha detto la parola giusta: servizio. La Polizia non fa un lavoro. La Polizia è al servizio della gente, di tutta la gente, senza distinzione. Quindi un progetto come quello della Freerider, una volta condiviso e pianificato non poteva che avere i risultati che ha avuto e sta avendo anno dopo anno. I tempi cambiano, come cambiano le condizioni economiche che per forza di cose toccano con revisioni e tagli anche le Istituzioni ma io sono convinto che non ci sia spesa migliore di quella per un servizio alla persona”.
Una emozione su tutte?
“Emozione tra le emozioni, la fiaccolata con sci e monosci in diretta Rai nell’ultima notte dell’anno 2009 a Moena. Un ricordo indelebile come tanti altri che non possono non lasciare un segno nel cuore e nella mente. E poi le facce dubbiose dei ragazzi che arrivano al giovedì, illuminate dai sorrisi del sabato e della domenica. Sorrisi su facce accarezzate dall’aria che una discesa sulla neve sa regalare. Immagini che legano per sempre allo ski tour ogni operatore di Moena in servizio o in pensione che hanno vissuto e stanno vivendo questa esperienza, a volte anche utilizzando giorni di ferie”.
Salmeri, al decennale dell’amicizia tra Polizia di Stato di Moena e Freerider Varese mancano solo due stagioni. Quella fiaccolata del 2009 merita di restare l’unica.
“Cetamente! E’ una proposta che faccio mia e che coltiveremo con Nicola e tutti i Freerider da qui al 2019”.
Da Folgaria lo Ski Tour Freerider riprenderà dal 10 al 12 marzo a Canazei, per poi sportarsi a Madesimo dal 17 al 19 marzo, arrivare a Bardonecchia dal 24 al 26 aprile, mettere in pista dal 31 marzo al 2 aprile a Bormio 2000 la Teleflex Cup con un concerto di musica dal vivo direttamente a bordo pista e infine raggiungere Madonna di Campiglio dove dal 7 al 9 aprile si svolgerà il gran finale.