Uno ski tour che forma e informa

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Più dell’imparare o ritornare a sciare lo ski tour targato Freerider Sport Events per dirla alla Baglioni “è un gancio in mezzo al cielo” che permette a chi è in carrozzina di praticare una disciplina sportiva immerso nella natura, insieme “a chi c’è già passato”, con i quali è naturale scambiare informazioni, esperienze e ambizioni. È successo anche nella tappa di Bardonecchia alla quale hanno partecipato 19 persone con disabilità arrivate dalle Unità Spinali del Cto di Torino, di Alessandria e Novara insieme ad altre di diverse regioni come gli ambasciatori dell’Associazione Spina Bifida Italia. Splendida l’accoglienza della Società Colomion al Villaggio Olimpico dedicata al corposo gruppo degli aspiranti sciatori accompagnati da operatori e famigliari, c’era lo staff Freerider con i suoi tecnici, gli attrezzisti e i dimostratori seduti, gli agenti del Centro Addestramento Alpino di Moena della Polizia di Stato, i Team Teleflex 4 Active Living , Caporali Sport e Ariete con i mezzi Volkswagen Mobility. Una tappa che come le altre ha registrato una partecipazione record al pari delle prossime già sold out, con il picco dei 140 di Bormio dove dal 31 marzo al 2 aprile la lezione del sabato sarà sostituita dall’ormai tradizionale Teleflex Winter Cup che vedrà al cancelletto di partenza di Bormio 2000 persone con disabilità e famigliari, tecnici e operatori, fisioterapisti e volontari.
“Sono ormai dodici anni che propongo ai pazienti le iniziative della Freerider – racconta Silvia Accolti, fisioterapista dell’Unità Spinale Unipolare del Cto di Torino –
La prima volta, al Sestriere ero terrorizzata e i pazienti di più. Fu tutto molto impegnativo. Non sapevamo letteralmente da che parte girarci. Prevaleva la paura di non sapere quale fosse la posizione per evitare le piaghe, di farsi male, del freddo, insomma fu davvero imbarazzante. E negli anni a seguire non andò molto meglio, forse perché era una cosa troppo nuova anche per noi che pure ci credevamo. Ed è proprio perché abbiamo continuato a crederci che dopo tanti anni siamo ancora qui sulla neve godendo dei risultati ottenuti e che ogni volta rivediamo in primis nei sorrisi sul volto dei nostri pazienti”.
Difficoltà?
“Una su tutte la burocrazia. Le altre, in gran parte si superano vedendo l’entusiasmo dei partecipanti. Ad esempio, con il tempo che abbiamo trovato a Bardonecchia nelle prime due mattinate da sola non avrei nemmeno pensato di mettermi a sciare. Invece, vedendo la determinazione degli altri sono qui sulla neve, sotto la pioggia, felice di esserci”.
Dalla scarsa informazione si è forse arrivati ad una partecipazione non pari del numero dei pazienti nelle unità spinali nonostante l’ormai buona informazione?
“In effetti questo è ciò che si nota più in generale per quanto riguarda lo sport disabili. Questo ski tour non ha di certo problemi di scarsa adesione semmai il contrario.
Basta guardare i numeri e ancor più tappe come questa che nonostante il maltempo ha messo sulla neve 19 monosci. Grazie anche al promotour dei Freerider l’informazione nel corso degli anni è senz’altro migliorata ma il problema generale è che fino a quando resta informazione e non la normalità per ogni figura professionale in ogni struttura e per ogni disciplina sportiva beh, dobbiamo sentire il dovere di fare di più. Nessuno può chiamarsi fuori. Istituzioni ed Enti compresi”.
Da Torino ad Alessandria il pensiero non cambia.
“Con un tempo non favorevole i nostri ragazzi hanno avuto uno stimolo in più per dar fondo ad ogni energia – interviene la fisioterapista Arianna Mazzeo dell’Unità Spinale Unipolare di Borsalino – I principianti hanno potuto rubare ai più esperti accorgimenti utili a cavarsela anche nelle situazioni più difficili. Nonostante la pioggia nessuno si è tirato indietro sciando senza risparmio e con il sorriso. Per chi è in carrozzina questa è la palestra migliore per vivere al meglio la propria quotidianità. Opportunità da promuovere e far conoscere ovunque”.
Al coro della soddisfazione partecipa anche Novara.
“Ogni volta che i nostri pazienti tornano da queste esperienze vivono una quotidianità con uno spirito nuovo diventandone promotori a loro volta – il pensiero a voce alta è di Antonella Sartore, fisioterapista dell’Unità Spinale dell’Ospedale San Giuliano di Novara – Oltre lo sport , il valore aggiunto dello ski tour è la condivisione di ogni momento della tre giorni in ambienti condivisi con altre persone nelle stesse condizioni e normodotati. Dalle prime uscite con la Freerider l’attività si è sviluppata in ogni suo aspetto proponendo sempre più dei modelli positivi ai quali fare riferimento per consapevolezza delle proprie capacità e autostima. Senza tralasciare il fattore economico visto che una partecipazione così importante come quella in continua crescita allo ski tour da precise indicazioni alle strutture alberghiere, come ai gestori degli impianti di risalita, delle potenzialità di questo tipo di utenza”.
Numeri importanti confermati anche alla Teleflex Winter Cup del prossimo fine settimana, penultima tappa dello Ski Tour 2017 prima del gran finale dal 7 al 9 aprile a Madonna di Campiglio.