Para hockey, scudetto alle Aquile e ora la Nazionale. Chiacchierata con Daniela Colonna Preti

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E’ andato in archivio il 17° campionato di ice para hockey con la vittoria delle Aquile del Sud Tirolo (nella foto) sui lombardi dell’Armata Brancaleone (6-0, 3-0).
Per le Aquile si tratta del 13° titolo, l’ottavo consecutivo, con i Tori Seduti Piemonte fermi a 4.
Dal 15 al 18 aprile a Milano tocca alla squadra nazionale
(foto in coda M.Ujetto), guidata dal 2004 da coach Massimo Da Rin per iniziare la lunga preparazione al campionato del mondo in programma dal 19 al 27 giugno in Repubblica Ceca.

Quello milanese vale anche come una buona opportunità di promozione e reclutamento. Un tema caro alla Polha Varese che unisce da sempre il doppio impegno agonismo promozione.

“Il raduno di Milano avrebbe dovuto essere un’importante occasione per promuovere nel capoluogo lo sledge-hockey – dice Daniela Colonna Preti, presidentessa della Polha Varese, pioniera del movimento sledge hockey con l’Armata Brancaleone Lombardia,
prima team manager dell’Italia – sarebbe ora che dopo 18 anni dalla nascita del movimento in Italia sorgesse una seconda squadra in Lombardia!
Infatti con Coach Da Rin e il gestore dell’Agorà, Pompeo Guarneri, avevamo riservato due momenti tra un allenamento della nazionale e l’altro, per effettuare dimostrazioni
dell’ Armata Brancaleone  e prova di slittini da parte di ragazzi interessati.
Purtroppo la situazione pandemica non ci permette di avere pubblico al raduno e tantomeno di fare attività promozionali, quindi abbiamo sfruttato le capacità di videomaker del nostro Alessandro Andreoni e realizzato il video promo che sta girando in questi giorni sui social. L’obbiettivo è trovare nuovi adepti in proiezione Milano-Cortina 2026.

Per quanto riguarda l’attività della nazionale bisogna dire che lo slittamento a giugno dei Mondiali ci permette da un lato di allenarci ancora un po’, dato che i programmi del team guidato da Da Rin sono stati ridotti a causa della pandemia, da un altro lato costringe la FISG a trovare palaghiacci aperti ancora in stagione avanzata. Prendere ferie in giugno per i molti giocatori che in questi lunghi mesi non hanno lavorato sarà un problema: questa nazionale è composta da lavoratori, non da atleti professionisti!

Il programma sarebbe di fare ancora 3 raduni nazionali in qualcuno dei palazzi del ghiaccio adeguati allo sledge hockey che speriamo saranno ancora aperti, ovvero Palatazzoli, Wurth Arena a Egna, Palaonda Bolzano e Fondo”.

Tenendo conto che anche in un Paese come la Svizzera dove l’hockey ghiaccio può vantare tradizione, qualità e numeri l’ice para hockey non esiste, pensa sia possibile pensare ad una quarta squadra in Italia insieme a Lombardia, Piemonte e Trentino?

“Abbiamo provato più volte a promuovere lo ‘sledge’ in Svizzera ma senza successo.
In Austria esiste un piccolo movimento internazionale che comprende anche le Aquile del Sud Tirolo oltre a formazioni di Germania e Repubblica Ceca.

Se andiamo avanti così a non avere nuove leve rischiamo di dover fare un campionato a 2 squadre fondendo Piemonte e Lombardia.
I Brancaleoni hanno fatto davvero miracoli in tutti questi anni per tenere in piedi la squadra con tutti i problemi che hanno avuto e l’età che avanza, anche i Tori sono in pochi. Un’ipotesi potrebbe essere quella di fondersi”.

In Canada, altra realtà, altra cultura, a ice para hockey giocano fin da bambini anche normodotati. Pensi possa essere un’idea buona anche per l’Italia? Cosa manca al movimento ice para hockey per poter intercettare più giovani con disabilità?

“Credo siamo ancora indietro in Italia, con la cultura dello sport paralimpico come uno sport che può essere bello anche per i normodotati. Mi immagino che forse In Alto Adige possa aprirsi a tutti questa attività, perché là l’hockey è ben diffuso, ci sono tanti palazzetti e i giocatori delle Aquile promuovono bene l’attività nel territorio. Dove ci sono bambini che giocano a hockey c’è spazio anche per lo sledge. In Lombardia i palazzetti del ghiaccio sono pochissimi, e c’è tanta altra offerta di sport, sia per normo che per disabili, c’è più concorrenza. Quante volte abbiamo detto e scritto che chi aveva giocato a hockey in piedi e a causa di un infortunio avrebbe potuto trovare divertimento e soddisfazione in un campionato italiano di ‘sledge’? Ma sedersi sullo slittino forse fa paura o c’è ancora il timore di essere sminuito? Chissà”.

Stagione complicata per l’Armata Brancaleone, con il carico della chiusura del palaghiaccio di Varese.

“Stagione difficile per tutto. Poter far fare attività sportiva solo ai nazionali e a chi partecipa ai campionati italiani delle varie discipline è veramente un sacrificio per chi, come la POLHA, dal 1982 ha come Mission la promozione dello sport per tutti. Avviamento, principianti, la base, bambini e ragazzi.

La nostra fortuna è stata quella di trovare una certa disponibilità a Milano all’Agorà.
Il fatto che quasi tutti i nostri giocatori abitino comunque fuori Varese ha fatto sì che abbiano accettato di buon grado di spostarsi nel capoluogo. Però abbiamo dovuto sacrificare quasi tutto lo staff che ruotava intorno alla nostra squadra, massaggiatori, volontari, il medico. Per fortuna i due inossidabili attrezzisti, Roberto Marchiorato e Franco Franceschini coadiuvati spesso da Ribi Brusa, hanno mantenuto l’impegno per portare con il pulmino ad allenarsi a Milano i giocatori della zona di Varese.

Il tutto con i problemi del Covid, quindi numeri limitati sul pulmino (6 anche se i posti sarebbero 9), tutti mascherati, tamponi ogni 7-15 giorni eccetera. Difficilissimo poi organizzare le partite “in casa” fuori casa! Senza il nostro solito “giro” di medico, ambulanza, cronometristi, eccetera. 

Tutta la fatica è davvero stata mitigata solo dalla disponibilità e collaborazione dell’H.C. Milano Bears e dei gestori dell’Agorà. Fondamentale poi il supporto economico “una tantum” del Comitato Italiano Paralimpico l’anno scorso e della FISG quest’anno, che oltre a tutto ha permesso a tutti di riaffiliarsi e tesserarsi gratuitamente. Non è mancato il supporto dei nostri sostenitori istituzionali: Enerxenia, Lions Club Varese Sette Laghi e  Centro Specialistico San Martino Vergiate”.

Atleti Polha in rampa di lancio per Tokyo?
“Non posso e non voglio sbilanciarmi, per scaramanzia. Posso solo dirti che in questo momento la POLHA vanta ben 17/19 atleti azzurri in varie discipline!
Nel nuoto Simone Barlaam, Alessia Berra, Federico Morlacchi, Fabrizio Sottile, Arianna Talamona, Giulia Terzi e Arjola Trimi, con Alberto Amodeo in attesa della classificazione e Francesco Nicoletti nella nazionale giovanile.
Nell’atletica Bashar Madjid Mekkalaf, Alina Simion e Irbin Vicco.
Invece, per quanto riguarda gli sport invernali abbiamo nell’ ice para hockey Alessandro Andreoni, Bruno Balossetti, Roberto Radice, Igor Stella, Santino Stillitano.
Nel parasnowboard Riccardo Cardani e Mirko Moro.
Primi appuntamenti verso Tokyo i campionati europei atletica e nuoto. Vedremo….

Che sensazioni ha guardando alle prossime paralimpiadi destinate a svolgersi forzatamente in uno scenario che ci riporterà ad Atene 2004, quando il pubblico sugli spalti dei vari impianti era poca cosa rispetto a quanto ci regalarono le edizioni a seguire, Pechino 2008, soprattutto Londra 2012, Rio 2016.
“Purtroppo io non ho potuto vivere in prima persona nessuna di queste esperienze, solo Vancouver 2010. Penso che sarà sicuramente un’esperienza che priverà di molte emozioni forti. Ma penso anche alla grinta, al sacrificio, alla passione dei nostri atleti, che si erano preparati per la paralimpiade 2020 e hanno dovuto prolungare allenamenti, impegno, stress (e tanto tanto altro ancora) per riuscire ad arrivare alla paralimpiade 2021.
E noi con loro, abbiamo avuto un altro anno di spese super!

Ciascuno ha perso amici e parenti. Si vive segregati, con la paura costante del contagio. Nonostante tutto i nostri ragazzi si allenano, con grinta e passione, sudano, fanno immensi sacrifici, per arrivare a quel momento estremo di confronto che decreterà i migliori.
Io credo che il pubblico abbia una parte importante in questo processo ma non fondamentale. Riuscire ad arrivare vivi, sani nel corpo e nella mente, con la voglia ancora e sempre di mettersi in gioco sarà la migliore testimonianza che lo sport potrà dare al mondo.

E grazie a Dio viviamo in un’era super tecnologica per cui grazie ai media le loro imprese rimbalzeranno comunque nelle case di tutti e nel mondo. Per questa volta dovranno accontentarsi di essere vivi, sani ed essere là a giocarsela”.