L’Italia più bella sa vincere e ha vinto. E son 69 medaglie!

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La penultima giornata delle Paralimpiadi di Tokyo è tutta avvolta nel tricolore grazie alle regine italiane delle velocità che volando sull’acqua sono arrivate sul podio senza lasciare occupando ogni posto.

Per togliere l’oro a Martina Caironi dominatrice del 100mt a Londra 2012 e a Rio 2016, Ambra Sabatini ritoccato per la seconda volta in due giorni il record del mondo abbassandolo a 14”.11. Ad un soffio anzi, ad una goccia dalle compagne  Monica Contraffatto, terza di un coro magico che incanta per le qualità in pista e fuori ma soprattutto per le relative storie che sa raccontare. Ambra ha corso veloce com’è velocemente è arrivata sul tetto del mondo. L’esordio tra i paralimpici, il ruolo di ambasciatore dell’associazione art4sport, il sorriso che che contagia chiunque la incontra, le compagne come le avversarie. Martina era e resta la regina di un movimento che l’ha sempre applaudita, in gara e non solo. Anche lei si è superata ritoccando il record del mondo ma questa volta c’è chi ha fatto di meglio e lei è stata la prima ad abbracciarla. Un abbraccio allargato a Monica, ancora sul traguardo a denti stretti come cinque anni fa a Rio, ancora dannatamente attaccata a quella medaglia ricca di significati che ha voluto dedicare al Paese dove la vita gli è cambiata per sempre.

Ma oltre a correre veloce l’Italia più bella ha una mira d’argento.
Lo dicono  Elisabetta Mijno e Stefano Travisani, Mixed Team Recurve di tiro con l’arco. Per Elisabetta è una collezione di medaglie che ha cresciuto nelle sue quattro partecipazioni alla Paralimpiadi: Pechino 2008, Londra 2012 argento, Rio 2016 bronzo, Tokyo 2020 argento.

Nella canoa, Eleonora de Paolis sfiora il podio della  200m KL1.

Nel tiro a segno quarto posto anche per Andrea Liverani, venticinquesimo per Nadia Fario e decimo per Pamela Novaglio alla sua seconda paralimpiade estiva dopo le prime tre invernali. 

L’Italia più bella sa vincere e ha vinto. Molto più di quanto dica il medagliere, con molti più atleti di quelli che sono saliti sul podio, perchè tutti i 113 insieme alle 2 guide hanno fatto gli stessi sogni, la stessa fatica, gli stessi sacrifici e ci hanno messo lo stesso impegno.

Hanno vinto le storie arrivate in milioni di case in ogni parte del mondo, ha vinto la nostra televisione di stato ancora presente, quest’anno ancora di più, per raccontare imprese, gare, prestazioni, atleti.

Parigi è lontana solo tre anni. Proclami, retorica e ipocrisia lascino spazio a programmazione, investimenti, reclutamento, promozione e comunicazione.

L’Italia più bella sa vincere, ha vinto e se viene messa nella condizione ideale vincerà sempre di più.

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