Il sorriso delle donne dell’Italia paralimpica illumina Tokyo!

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Alla sua terza Paralimpiade Veronica “Yoko” Plebani, nata a Gavardo, residente a Palazzolo sull’Oglio, ambasciatrice con Bebe Vio e altri 5 atleti in gara a Tokyo dell’Associazioneart4sport,  tesserata per il 707 Team Brescia, illumina la notte italiana salendo sul terzo gradino del podio del triathlon per mettersi al collo la sua prima medaglia con le tre gocce certificando il suo status di atleta multisport di livello mondiale con una collezione già ricca di una medaglia d’oro di coppa del mondo e un titolo europeo di paracanoa, una medaglia d’oro di coppa del mondo sempre nel paratriahlon, precedute dal suo esordio paralimpico a Sochi 2014 nello snowboard. Ma sono ancora le donne a rendere magica la notte italiana del triathlon grazie alla trentaseienne altleta cieca delle Fiamme Azzurre Anna Barbaro ed alla sua guida Charlotte Bonin, splendide medaglie d’argento. Barbaro, calabrese di Melito di Porto Salvo, corona il suo crescendo iniziato nel 2017 con l’ottavo posto al mondiale di Rotterdam, seguito dal sesto al mondiale 2020 di Deevenport. Ottimo esordio quindi nel ruolo di guida per Charlotte Bonin, pluricampionessa italiana di triathlon protagonista alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 e Londra 2012.

Dal nuoto nuove medaglie con Stefano Raimondi bronzo nei 100 stile, Xenia Francesca Palazzo argento nei 200 misti, incorniciate da uno splendido 5° posto di Arianna Talamona e dall’8° dello scricciolo di ferro Martina Rabbolini nei 110 dorso e di Alessia Scortechini nei 100 stile, il 7° del capitano degli azzurri Efrem Morelli nei 150 misti SM4 al pari di Emanuele Marigliano nei 150 misti SM3, Donato Telesca, amputato di entrambe le gambe, 6° nel sollevamento pesi ha forse pagato la tensione dell’esordiente ma i suoi 22 anni lo spingono con ottimismo e grandi potenzialità verso Parigi 2024.

E nella giornata meravigliosa caratterizzata dalle donne il gran finale di giornata è tutto per la regina della scherma azzurra paralimpica Bebe Vio capace di spazzare via la lunga inattività dovuta alla situazione dettata dal Covid e a problemi di salute che avevano addirittura messo in pericolo la sua presenza in Giappone. Paure affrontate e vinte da Bebe che all’avversaria cinese Jingjing Zhou ha concesso solo due punti in più (15-9 il risultato) rispetto alla finale di cinque anni fa a Rio.

Morale della bella favola azzurra ma anche rosa alle Paralimpiadi di Tokyo: le medaglie sono 18, il quattro con e il doppio del canottaggio sono in finale con l’equitazione, l’atletica e il ciclismo che promettono altre emozioni. La cerimonia di chiusura è ancora lontana…
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